Articolo gia' pubblicato sul sito vulcanonews.it

di SIMONE NAITANA

Socrate diceva: "io so di non sapere".

Se provassimo a convertire questa massima in esortazione questa suonerebbe come: "non credere mai di sapere!". Oggigiorno, in un mondo così affollato da tante informazioni e altrettante disinformazioni, sarebbe utile tenerla a mente un po’ più spesso.

Certo non è facile orientarsi e distinguere tra ciò che è attendibile e ciò che non lo è. Forse dovremmo diventar più bravi a prendere dal sapere, ognuno per se, ciò che più si sposa con il proprio modo di essere e di pensare o quantomeno ciò che si ritiene più utile e funzionale al proprio star bene, piuttosto che cercar di vendere, imporre o prescrivere verità agli altri con la pretesa che questi reagiscano come noi vogliamo. Insomma un bel bagno di umiltà ci farebbe davvero un gran bene. A tutti, scienziati compresi.

Ultimamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità e ancor di più i mass media si sono pronunciati riguardo al potenziale ruolo che le carni rosse e quelle conservate hanno nell’insorgenza di alcuni tipi di tumore. Di questo si è discusso molto, i carnivori antivegani hanno ritenuto la notizia una grandissima eresia maledicendo gli antagonisti pro veg. I vegani militanti, d’altro canto, hanno detto: finalmente!...ve l’avevamo detto!…adesso vi deciderete a diventare tutti vegani!  Ognuno ha detto la sua in base alle proprie idee, le proprie credenze e i propri bisogni e desideri . Ognuno di noi ha i suoi.

Spesso mi chiedono: "ma tu in questa disputa da che parte stai? Con i carnivori o con i vegani? Secondo te chi ha ragione?" Sembra quasi una guerra di religione. Considero una forma di violenza il giudicare le scelte altrui solo perché diverse dalle proprie e così come tutte le altre forme di violenza non è altro che l’esito drammatico di bisogni insoddisfatti. A volte nelle parole di chi attacca si legge la stessa violenza propria degli estremisti religiosi a cui non basta fare una scelta per se ma pretendono che tutti si adeguino a quella scelta in modo che il male venga finalmente debellato per lasciar posto al regno del bene .

Arun Gandhi (Fondatore e Presidente del Gandhi Institute for Nonviolence) ha scritto: "….spesso non riconosciamo di essere violenti perché è un aspetto di noi che ignoriamo. Pensiamo di non essere violenti perché crediamo che la violenza consista solo di lotte, di uccisioni, aggressioni e guerre, tutte cose che la persona media di solito non fa……". Per me non c’è nessuna disputa. Ci sono scelte personali che ognuno di noi fa in base al proprio modo di pensare, alle pressioni culturali, ai propri bisogni e in base a ciò che si ritiene più funzionale al proprio star bene. Si possono condividere o meno ma rimangono sempre libere scelte personali da rispettare. Sufi Rumi scrisse: "al di là delle idee di sbagliato e di giusto, c’è un campo. Vi incontrerò là".

Se invece passiamo dalle motivazioni salutistiche e preventive a quelle etico-politiche che contrastano il sistema economico privilegiante gli allevamenti intensivi piuttosto che il benessere animale, questo è tutto un altro discorso. Questa si che è una nobile battaglia da combattere anche se non è facile procurarsi uova, latte, carni ecc. da chi ha permesso agli animali di vivere un’esistenza degna di essere vissuta. Tuttavia si può iniziare a cambiare. Partendo da noi. Sempre Arun Gandhi scrive: "…..il mondo è così come lo abbiamo fatto noi. Se oggi è spietato è perché lo abbiamo reso spietato con i nostri atteggiamenti. Se cambiamo noi stessi possiamo cambiare il mondo e questo cambiamento comincia con un cambiamento nel linguaggio e nella comunicazione……….A meno che non diventiamo noi stessi il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo, come diceva mio nonno, nessun cambiamento avverrà mai. Staremmo sempre ad aspettare che siano gli altri a cambiare per primi………"

Che le carni lavorate (e conservate) fossero da evitare e le carni rosse da limitare erano informazioni che le linee guida del World Cancer Research Fund avevano a suo tempo già dato. Non ci sono grosse novità a riguardo. E’ vero che oggi mangiamo troppa carne ed è altrettanto vero che la qualità di questa carne è bassa. Dalla "bassa qualità di questa troppa carne" non possiamo di certo aspettarci dei benefici per la nostra salute. Ma al di là di qualsiasi terrorismo, strumentalizzazione e preconcetto basterebbe davvero applicare un po’ di buon senso per cercar di ridurre (forse) il rischio di contrarre tumori. E’ però anche necessario avere la consapevolezza che quel rischio anche in presenza della miglior alimentazione del mondo non potrà mai essere escluso. I tumori hanno, infatti, una origine multifattoriale. La luce solare è uno dei fattori principali che porta a degenerare il nostro DNA ma non per questo non ci esponiamo al sole. Evitare di mangiare alcuni alimenti non vuole dire escludere la possibilità di ammalarsi. Un’alimentazione varia basata sul buonsenso credo sia oggi il consiglio più valido.

Altra cosa importante è quella di informarci andando alla fonte dell’informazione e non accontentandoci di credere a quello che gli altri dicono riguardo a questa. Anche perché gli altri, come abbiamo visto, di quella notizia o di quella informazione dicono tutto e il contrario di tutto in base alle proprie idee, preconcetti, bisogni e desideri. Ad esempio, se proprio vogliamo approfondire questo argomento, potremmo andare a vedere cosa dice il World Cancer Rresearch Fund. Queste raccomandazioni sono forse la fonte più attendibile alla quale poter fare riferimento in quanto più oggettive, basate sui più significativi studi scientifici. Sicuramente più attendibili di ciò che possiamo leggere su facebook o di quello che ci raccontano i mass media con l’obiettivo primo di vendere la notizia. Molti ritengono che le multinazionali hanno interesse a strumentalizzare la Scienza per raggiungere i propri fini economici e quindi anche le linee guida subiscano queste influenze. Credo che in queste affermazioni ci sia un buon fondo di verità ma è altrettanto vero che tante persone potrebbero evitare di alimentare questi interessi semplicemente modificando il proprio stile di vita e riducendo così, solo per fare un esempio, l’utilizzo di farmaci. Ma questo viene ritenuto faticoso e quindi continuiamo semplicemente a lamentarci o a dare le colpa a qualcuno o qualcosa perché è decisamente più facile.   

Ma in sostanza cosa dicono davvero le linee guida? Quali sono le raccomandazioni del WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro)? I punti fondamentali sono dieci:

  1. Mantenersi snelli per tutta la vita
  2. Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni
  3. Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate
  4. Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di origine vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta
  5. Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate
  6. Limitare il consumo di bevande alcoliche
  7. Limitare il consumo di sale (non più di 5g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi)
  8. Assicurarsi un apporto di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo
  9. Allattare i bambini al seno per almeno 6 mesi
  10. Le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato

Le raccomandazioni non dicono che la carne rossa fa venire il cancro ma che se iniziamo a mangiarne di meno e cerchiamo di evitare quelle troppo lavorate sarebbe decisamente meglio per la nostra salute. Ma al di là del polverone alzato riguardo alle carni rosse, ciò che più di tutto ci raccomandano le linee guida internazionali per prevenire l’insorgenza di tumori è di modificare il nostro stile di vita perché il sovrappeso, l’obesità e la sedentarietà rimangono sempre tra le cause più importanti nella comparsa dei tumori.

Sono assolutamente d’accordo con il cercare di utilizzare le conoscenze di cui oggi disponiamo per preservare la nostra salute. Oggi ne abbiamo tante e cerchiamo, per favore, di non darci la zappa sui piedi! Ma sono anche d’accordo con quello che scrive Skrabanek: "nella teologia medica contemporanea, la salute ha preso il posto del Paradiso. Si raggiunge la salute con ‘uno stile di vita sano’ , mentre la ricerca del piacere porta l’inevitabile punizione della malattia e della morte". Trovo molto ingenuo e presuntuoso pensare che le principali malattie della nostra moderna civiltà possano essere evitate semplicemente prescrivendo alle persone la retta via. Non funziona così. E che non funzioni così ne abbiamo una testimonianza tutti i giorni. Basta guardare l’attualità. Forse l’obesità, la depressione e i tumori (giusto per citare alcune tra le problematiche più comuni) hanno arrestato la loro diffusione grazie a queste prescrizioni di vita sana e altri moralismi scientifici? Al contrario, sono in continua crescita esponenziale. E credo che continuerà ad essere così almeno fino a quando la Scienza, la medicina preventiva e l’eccessiva medicalizzazione della nostra società, facendo un bel bagno di umiltà, smetteranno di giudicarsi più adatti a determinare i bisogni delle persone ancor più di quanto non lo siano i soggetti stessi. Non credo sia questo il modo migliore per promuovere l’autodeterminazione dell’individuo e il suo benessere bio-psico-sociale ma piuttosto mi sembra tanto una nuova forma di conformismo e un nuovo modo di controllare le persone.

Ma al di là di qualsiasi opinione quello che poi in tutta sincerità mi chiedo è: quale è veramente il senso della nostra esistenza?  Quale è il fine ultimo? Cercar di vivere al meglio e pienamente la nostra vita o cercar di non morire?

Anche questo articolo è una opinione sull’argomento, la mia. Per cui se volete avere delle informazioni più oggettive e scientifiche potete leggere cosa dicono i ricercatori visitando i siti internet del WCRF (www.wcrf.org), quello dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (www.airc.it) così che vi possiate fare un’opinione personale.